Non appena fuori si guardò intorno, la strada era ancora deserta.
Girò l’angolo evitando una bottiglia di plastica abbandonata sul marciapiede e giunse sotto un antico palazzo ristrutturato di recente in modo impeccabile. Fu proprio in quel pensiero che per un attimo si perse, notando come opere simili commissionate negli ultimi anni dall’amministrazione comunale avessero prodotto solo scempi.
Tornato alla realtà si accorse che a una trentina di metri da lui un signore distinto lo osservava con aria spazientita. Avvicinandosi, con sua gran sorpresa, realizzò come quegli fosse molto più vecchio di quanto gli fosse parso dalla prima occhiata. In quell’espressione poco rassicurante però c’erano due occhi tristi difficili da nascondere, soprattutto a chi era abituato a vederne.
«Buongiorno» fu il saluto àtono del tizio cui ricambiò con un cenno.
«La stavo aspettando, è in ritardo».
«La mattina mi piace dormire. E considerando che a malapena si può dire che stia albeggiando…».
«Le era stato dato un orario preciso», lo interruppe quello.
«Se lei fosse una bella donna non l’avrei fatta di certo aspettare», replicò con un sorriso.
L’altro lo fulminò letteralmente con lo sguardo, poi con somma indifferenza aggiunse: «Da questa parte, prego», tossendo in un modo che gli parve sarcastico.
[continua]